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ICT per il fashion

Rfid a tutto campo, dal tracciamento della supply chain ai Magic Mirror nei negozi

Mauro Gasperi, marchio della moda che produce 10mila capi a stagione, ha realizzato un sistema per tracciare ogni prodotto dal taglio alla consegna agli store, e certificare la qualità e autenticità di brand “Total Made in Italy”. E ora studia altre applicazioni, dalla proiezione di informazioni sugli smartphone durante le sfilate a soluzioni “in store” per aumentare l’ingaggio e il servizio ai clienti

16 Ottobre 2014

Controllare al meglio la movimentazione dei capi, accelerare i flussi logistici risolvendo in fretta eventuali “colli di bottiglia”, in modo da consentire alle collezioni di arrivare in fretta negli show room, e assicurare, grazie a una perfetta tracciabilità delle informazioni, ordini precisi e consegne puntuali ai mercati di riferimento internazionali: dal Nord Europa agli Stati Uniti, dal Marocco al Giappone, Cina inclusa.

Questi gli obiettivi dell’implementazione di etichette anticontraffazione Rfid da parte di Mauro Gasperi, “enfant prodige” della moda italiana, già stilista di vari brand tra cui D&G, e ora titolare di un marchio proprio con collezioni che sfilano sulle passerelle internazionali dal 2009, e comportano una produzione di 10 mila capi a stagione (ora tutti dotati di Tag Rfid), per un totale di 50 mila movimentazioni annuali. In controtendenza rispetto ai tipici modelli del fashion, Mauro Gasperi ha scelto di mantenere l’intera catena del valore in Italia.

«È italiana la creatività ma lo sono anche le materie prime che utilizziamo, e i fasonisti: parliamo di Brescia e dintorni – spiega Franco Gasperi, fratello dello stilista nonché amministratore della società -. Abbiamo deciso di avvalerci di collaboratori molto vicini, e questo ci permette di mantenere un contatto diretto e collaborativo con la filiera potendo, nel caso, supervisionare ogni fase del lavoro con velocità e comodità, il che rende tutto molto più efficiente. Questo è uno dei motivi per cui un paio di anni fa abbiamo deciso di impiegare delle etichette anticontraffazione Rfid per realizzare un Sistema per tracciare ogni singolo prodotto e assicurare la qualità e autenticità del nostro brand, certificandone il “Total Made in Italy” in tutto il mondo».

La Società di consulenza Teqsys Group e il partner tecnologico Aton hanno iniziato a lavorare al progetto nel 2011, e nel giro di sei mesi il sistema è entrato in produzione: la collezione primavera/estate 2012 era già tutta dotata di tag Rfid. «La legge permette di prodotti etichettati come Made in Italy anche se solo una piccola parte della lavorazione avviene in Italia – sottolinea Franco Gasperi -. Per garantire la tutela del consumatore e certificare oggettivamente la qualità e l’autenticità dei nostri prodotti, le etichette anticontraffazione e la messa a sistema della tracciabilità si sono dimostrate una soluzione vincente per la logistica e la gestione delle scorte, ma anche per la lotta al “mercato grigio”».

I partner hanno messo a punto un sistema dedicato, Teq-Tmi, che permette di gestire in maniera completamente automatizzata le movimentazioni dei capi in ingresso e in uscita dall’azienda, memorizzando anche tutte le operazioni effettuate, dalla fase di taglio al confezionamento, dall’ingresso all’uscita dai magazzini, dagli show room agli store e via dicendo. Il Sistema, certificato presso un ente terzo accreditato con riferimento alla norma Uni En Iso 9001:2008, coinvolge l’intera azienda: dal commerciale che inserisce gli ordini al responsabile di produzione che inserisce e associa i tag precodificati nelle etichette anticontraffazione le quali, associate a ogni singolo capo, arrivano al magazzino.

Qui il personale utilizza terminali portatili che funzionano attraverso una rete wireless locale, grazie al middleware onId di Aton, interfacciato con il gestionale aziendale. La versatilità della tecnologia ha portato l’azienda utente a progettare ulteriori applicazioni dei tag Rfid. Alcune sono già programmate per essere implementate, come ad esempio la possibilità di proiettare durante una sfilata le informazioni relative ai capi nel momento in cui la modella passa davanti a un reader Rfid, informazioni che si potranno leggere sullo smartphone o tramite installazioni di digital signage.

Un’altra applicazione è legata all’apertura di due negozi monomarca, uno a Brescia e uno a breve in Cina. «Volevamo guardare negli occhi i clienti – prosegue Franco Gasperi – per andare oltre ai buyer e capire che cosa davvero pensano i consumatori delle nostre collezioni. Fino a un anno fa le scelte erano fatte negli showroom e nelle sfilate, ma nella scelta dei buyer c’è comunque una forte componente soggettiva: “aprire una finestra sulla strada” era importante».

Nel flagship store nel centro di Brescia, conclude Gasperi, «oggi possiamo parlare direttamente con le persone e i commessi, capendo davvero cosa succede e come stanno andando le varie proposte. Parliamo di circa 1500 articoli diversi con una rotazione di tre o quattro mesi. Grazie alle etichette anticontraffazione Rfid stiamo valutando soluzioni di “magic mirror” per aumentare l’ingaggio e il servizio ai clienti. Il consumatore, nel momento in cui esce dal camerino potrà visualizzare informazioni di prodotto e di cross selling su uno schermo a lato dello specchio».

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